Febbraio

Carissimi,
come state? 
Sono ormai circa 6 settimane che sono qui a Nyahururu e mi sembra una vita! È incredibile come tutto sia cambiato in pochi istanti.
Ormai conosco più o meno tutte le persone che lavorano al Saint Martin ed inizio a sentirmi parte di questo team! È sempre bello sentirsi parte di un gruppo, di una comunità e devo dire che gli amici qui si sono fatti in quattro sin dal primo giorno per farmi sentire a casa.
Stanno nascendo dei bei rapporti di amicizia con molti di loro, di condivisione e di scambio. Oltre ai colleghi del Saint Martin poi ci sono tutti gli “inquilini” dei vari centri (Rehabilitation centre, Drop in centre e St. Rose) e comunità (Talitha Kum ed Effathà) dove vivono i bambini di strada, disabili e bambini orfani sieropositivi che ormai sono diventati un po’la mia nuova famiglia.
Appena ho un po’ di tempo libero vado a trovarli.. sono i miei scacciapensieri così come lo erano a Venezia i bambini della Pietà.
Non c’è giorno che non ringrazi per l’opportunità di condividere parte della mia vita con tutte queste persone, tutti loro sono un grande dono per me e mi ritengo davvero una privilegiata a poter vivere questa esperienza! È incredibile l’energia che si respira qui, la voglia di fare, di crescere, di costruire un futuro migliore: nessuno qui si risparmia, tutti si fanno in quattro per cambiare le cose!
Non esistono giorni liberi, non esistono week end, vacanze perché qui al St. Martin non c’è una divisione così netta tra lavoro, volontariato, vita privata; tutti sono coinvolti in tutto ed è questa la particolarità di questa vita comunitaria. I problemi e le difficoltà del singolo diventano subito i problemi e le difficoltà di tutta la comunità così come le gioie e i traguardi raggiunti sono momenti di festa per tutti.
Penso ad esempio ai miei primi momenti qui di smarrimento e confusione: è incredibile come chiunque si sia prodigato per aiutarmi in questo primo impatto con questa nuova realtà e si sia fatto carico di me. Per me tutto questo è straordinario ma qui funziona così. All’inizio non facevo altro che stupirmi, scusarmi e ringraziare ma poi mi sono resa conto che per loro qui è tutto normale, non c’è un altro modo.
Ho iniziato questa settimana il workshop d’arte all’interno del negozio con i ragazzi di Effathà: è una bella sfida perché è la prima volta che mi trovo a lavorare con persone con vari tipi i disabilità e quindi di conseguenza non ho bene idea di che cosa si può o non si può fare.. e poi parlano tutti il Kikuyu e quindi anche la comunicazione è un po’ impegnativa. Ma trovo che sia davvero una bella opportunità provare a cimentarsi in qualcosa di totalmente nuovo.
Uno dei direttori del St. Martin poi due giorni fa mi ha chiesto se potevo iniziare anche alcune attività con i ragazzini di strada dei centri e al Talitha Kum: che bello, non vedevo l’ora di iniziare anche a lavorare nel mio, ad iniziare il mio progetto! E poi i bambini sono il mio target preferito!!!
Il problema adesso è cercare di organizzare il tutto! Praticamente non ho una sola giornata libera e forse è meglio che inizi a ricavare un po’ di tempo pure per me…ci lavorerò ma per adesso mi va bene così perché non potrei essere più contenta!
Due week end fa sono stata ad Ol Moran ed ho potuto vedere con che velocità le cose cambino qui in Africa. Molti cambiamenti sono stati fatti in missione, molti dei quali sono legati all’apertura della nuova casa dello studente costruita per ospitare i ragazzi e le ragazze della scuola superiore del luogo provenienti dai villaggi più lontani.
Ne ho conosciuti 46 ma altrettanti ne arriveranno nelle prossime settimane. Erano davvero entusiasti di questa opportunità! Ho rivisto poi alcuni dei bambini incontrati lo scorso luglio accuditi dalle suore e il gruppo dei giovani della parrocchia. Non vi dico quanto è stato bello riabbracciarli tutti quanti!
Sono felice di essere a Nyahururu ma Ol Moran è per me sempre un posto speciale, forse perché è stato il primo posto che ho visto in Africa, non so.. fatto sta che non volevo più tornare! Prossimamente dovremmo iniziare a discutere con don Giacomo anche sul tipo di impegno e di rapporto che io e Riccardo dovremmo avere con Ol Moran dal momento che è lì l’impegno della nostra Diocesi…ma come dicono qua POLE POLE (con calma), una cosa alla volta.
Il 19 è stato il mio compleanno: è in queste occasioni che di solito si inizia a sentire di più la mancanza di casa, della propria famiglia, dei propri amici ma in realtà anche in questo caso gli amici kenioti sono stati speciali! La mattina del 19 sono andata al lavoro come sempre e.. SORPRESA.. tutti i ragazzi dei workshop hanno iniziato a cantarmi gli auguri.
Mi avevano anche comperato una torta fatta a cuore e scritto un biglietto.. mi hanno davvero commossa!
Alla sera sono venuti a casa tre ragazzi di Effathà e Maurice e Riccardo dal Tabor Hill: erano lì per un meeting importante ma sono comunque venuti per festeggiare. Ieri sera invece con tutti i missionari fidei donum il resto… non ho mai mangiato così tante torte in vita mia! Nella semplicità, è stato uno dei compleanni più belli!
Ecco cari amici, un altro pezzetto della mia nuova esperienza qui in Kenya! Anche se il tempo è sempre troppo poco (24 ore in un giorno non sono più sufficienti!), sto facendo il possibile per rendervi partecipi di ciò che mi sta succedendo.. spero di riuscire nell’ impresa!!!
Saluti anche da parte di tutti i missionari, degli amici del St. Martin, di Ol Moran e da tutti questi bimbi!!! 

A presto!
Alessia

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