Giugno

Eccomi qua di nuovo amici,
un po' in ritardo, ma sono tornata!
Come state?
Questo mese ho fatto davvero molte cose ma adesso come adesso mi riesce un po' difficile ad essere sincera parlarvene. Spero mi scuserete ma questa lettera la vorrei dedicare ad una persona speciale. Vorrei raccontarvi di una ragazzina che ho avuto il piacere di conoscere in questi mesi e che davvero mi ha toccato il cuore.
Ieri notte è morta una delle bambine più grandi del Talitha Kum, Zipporah e la cosa devo dire mi ha non poco mortificata. Per quanto tutti noi sappiamo come stiano le cose e conosciamo molto bene le situazioni di tutti questi bambini, ahimè, quando ci si presentano davanti realtà come queste .. è comunque molto dura! Zipporah aveva solo 15 anni ed era dal 2006 che viveva al Taltha Kum. Sin da quando è arrivata, la malattia era già ad uno stadio avanzato perché a differenza degli altri bambini della casa, aveva già contratto il virus dell' AIDS. Nonostante tutto Zipporah era di una forza e una dolcezza disarmanti. Per chi l'ha conosciuta, il suo sorriso non poteva certo passare inosservato: occupava metà del suo viso! Era a conoscenza della gravità della propria situazione: un po'perché non era più una bambina e un po' perché prima di essere accolta al Talitha Kum aveva visto morire davanti ai propri occhi la madre, il padre e le due sorelle della stessa malattia. In ogni caso non si perdeva mai d'animo: a scuola era una studentessa modello e a casa una lavoratrice assidua. Per tutti gli altri bambini del Talitha Kum era un' amica, una sorella maggiore e un po' la loro mamma. Era un punto di riferimento per tutti: per le suore che vivono con loro, per le persone che lavorano lì e sicuramente anche per me. Non posso certo dimenticare che al mio arrivo a gennaio, è stata la prima ad accogliermi a braccia aperte e con un gran sorriso mi ha detto: "Benvenuta al Talitha Kum Alessia, questa adesso è la tua nuova casa! So cosa vuol dire essere soli ma non ti preoccupare, adesso ci siamo noi qui con te e ci prenderemo cura di te ogni volta che ne avrai bisogno". Molte volte nel corso di questi mesi è stata male: era spesso debole e vulnerabile e così bastava poco, un raffreddore e un po' di tosse, per debilitarla totalmente e costringerla a restarsene a letto. Qualche mese fa, mi ricordo, stava male e così decisi di andarla a trovare: amava disegnare e così mi chiese di dedicare solo a lei quel pomeriggio. Ci siamo chiuse a chiave nel biblioteca del Talitha Kum per non essere disturbate dagli altri bambini e abbiamo passato molte ore sole, io e lei, a chiacchierare e a disegnare. Mentre mi parlava del suo passato e mi raccontava la sua storia ad un certo punto si fermò e dopo qualche momento di silenzio mi chiese di disegnarle un' abito da sposa. Dopo poco aggiunse: "Lo sai Alessia, so bene che non mi sposerò mai perché non vivrò abbastanza a lungo ma a volte mi piace immaginare come sarebbe stato il mio matrimonio se non fossi stata ammalata". Zipporah era davvero meravigliosa e mi mancherà davvero. Le ultime ore della sua vita ha sofferto moltissimo: non era più in grado di vedere, di riconoscere le persone che le stavano attorno e di controllare il proprio corpo. Urlava dal mal di testa e non riusciva più a muovere un solo muscolo ma comunque aveva una grande fede che l'ha aiutata a non avere troppa paura. La mattina seguente, abbiamo dovuto dare la notizia a tutti gli altri bambini della casa. Mi è stato chiesto di aiutare i colleghi del St. Martin, incaricati della cosa, ad alleggerire la situazione .. per tutti quei bambini è un po' una festa quando vado a trovarli e così .. Questo doveva essere il mio compito ma in realtà, non so come sia possibile, è successo l'esatto contrario. Mentre cercavo di consolarli mi sono accorta che erano loro a cercare di alleggerire il peso che sentivo dentro di me. I più piccoli non si sono tanto resi conto dell' accaduto ma i più grandi mi hanno lasciata senza parole. Dopo aver pianto a lungo, hanno ripreso le normali attività della casa. Hanno messo in ordine i vestiti di Zipporah e tutte le sue cose. "Il Signore l'ha amata molto quand'era qui con noi e adesso se ne prenderà cura ancora meglio che se l'è portata lì con lui. Non essere triste" – mi ha detto Phylis – "Zipporah adesso sta bene e sono sicura che vuole vederci felici". È sabato ci siamo subito dette, il giorno dei cartoni animati e se Zipporah fosse qui di sicuro vorrebbe vedere o Cenerentola o qualche altro cartone con quelle principesse dai bellissimi vestiti. Aggiudicato: questa sera si guarda "La principessa e il Ranocchio" perchè una bella principessa nera con un vestito simile a quello che avevo disegnato per lei quel giorno è proprio quello che ci vuole. La vita continua: al Talitha Kum ci sono altri 60 bambini bisognosi di cure, attenzioni ma soprattutto di essere amati.
Con questo cari amici vi saluto e vi abbraccio! A presto
Alessia

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