Luglio
Carissimi!
Mentre in Italia è arrivata l'estate e si boccheggia dal caldo, qui a Nyahururu si congela. Mentre lì tutti si preparano per andare in vacanza, qui in Kenya è un periodaccio: luglio ed agosto sono i mesi in cui il lavoro si moltiplica giorno dopo giorno. In queste ultime settimane qui al St. Martin sono arrivati molti visitatori soprattutto italiani e così ho per un po' interrotto le altre attività per cercare di accompagnarli il più possibile in questa nuova avventura africana. Ogni volta che li guardo, in particolare i gruppi di giovani, non posso certo non ricordare che tre anni fa ero una di loro. Da lì, da un semplice viaggio di conoscenza, la mia vita è completamente cambiata, da una piccola opportunità che mi è stata offerta ne è arrivata un'altra molto più grande. Come tutti questi ragazzi, sono venuta qui in Kenya senza troppe aspettative, senza avere la minima idea di che cosa avrei trovato in questo nuovo continente che tanto affascina quanto a volte spaventa per diverse ragioni. Da qui invece, quasi per magia, mi si è aperto un mondo. Non so tutt'ora come sia stato possibile ma davvero, da quel momento, tutto in me è cambiato. Negli ultimi tra anni, quand'ero in Italia, il Kenya è stato un pensiero costante e adesso… eccomi qua, ancora non mi sembra vero ma sono una residente keniana! Ogni giorno mi sveglio impaziente di iniziare una nuova giornata e ogni giorno vado a dormire serena, soddisfatta della giornata appena trascorsa. In questi 6 mesi poco più, non c'è mai stato un giorno uguale ad un altro, non c'è mai stato un giorno di noia, nostalgia.. non c'è mai stato un giorno in cui avrei voluto tornare a casa. A volte, nel bel mezzo di qualche attività, mi prendo qualche secondo di tempo per guardarmi attorno, per guardare in faccia i colleghi del St. Martin, i beneficiari dei nostri programmi, le situazioni in cui mi trovo immersa ogni giorno e subito mi rendo conto di quanto io ami queste persone e di quanto mi senta felice qui. Mi reputo davvero una privilegiata a poter condividere con tutti loro questa parte della mia vita, credo che se avessi rinunciato a questa esperienza, mi sarei lasciata scappare una grandissima opportunità di crescita. Non è facile da spiegare cari amici, quando i visitatori mi chiedono cosa mi ha spinto a venire qui, riesco solo a rispondere "La gente".. tutt'ora non riesco a capire qual è il loro segreto ma vi assicuro, se mai avrete la stessa fortuna di poter venire da queste parti lo capirete! Ecco, quando guardo questi visitatori, dentro di me mi auguro possano provare tutto questo, mi auguro riescano a farsi travolgere da tutte queste emozioni e spero possano tornare a casa con una marcia in più!
In questi giorni poi il Kenya si sta preparando al referendum del 4 agosto: tutti i cittadini sono chiamati a votare per la nuova costituzione. La gente è divisa a metà: c'è chi è totalmente entusiasta perché finalmente il proprio paese potrà allinearsi agli altri paesi del nord del mondo con una costituzione di stampo democratico come questa e chi invece, come la Chiesa, è totalmente contrario soprattutto perché in essa si legalizzano l'aborto e la possibilità per tutti i musulmani di poter essere giudicati secondo la legge islamica. Ovviamente questo è solo un accenno, la situazione è sicuramente più complessa e delicata. Ho cercato di leggermi questo documento e di capirci un po' di più anche con l'aiuto di alcuni colleghi del St. Martin ma devo ammettere che ho ancora qualche difficoltà a capire quale potrebbe essere per il Kenya la soluzione migliore: entrambe le parti hanno delle valide motivazioni per appoggiare o rifiutare questa nuova costituzione. Lo scorso giovedì sono stata pure con tutti i bambini e gli insegnanti dei nostri centri ad ascoltare il discorso del presidente Kibaki allo stadio di Nyahururu che promuoveva il SI.
Tutto lo staff del CPANV (Programma comunitario della non violenza attiva e dei diritti umani) del St. Martin in queste ultime settimane si è riunito invece diverse volte per preparare una specie di manuale sui diritti umani da utilizzare nei workshop per la formazione dei volontari, che si terranno poi tra agosto e settembre nei villaggi più sperduti del Nyandarua e di Laikipia (i due distretti in cui il St. Martin opera). A che cosa serve avere una bella costituzione se poi la maggior parte delle persone del Kenya che vivono nelle zone rurali, al di fuori delle grandi città, non hanno accesso alle informazioni e non sono a conoscenza dei loro diritti? A che cosa servono delle gran belle leggi se poi non c'è nessuno che si impegna a farle rispettare? Leggere nei questionari che abbiamo fatto compilare di recente alla gente dei vari villaggi che i diritti delle donne, dei bambini e dei disabili sono ancora percepiti in molte aree del paese come qualcosa di superfluo o ancor peggio di sbagliato fa il suo effetto. Il 16 giugno in tutti i paesi africani si è celebrata la giornata del bambino africano con lo scopo di ricordare a tutti quanti bambini soffrano ancora in questo grande continente e per sensibilizzare l'opinione pubblica riguardo ai diritti dei minori. Si è scelta questa data in ricordo di un episodio accaduto negli anni Settanta in Sudafrica quando centinaia e centinaia di bambini africani sono stati massacrati dai bianchi solo perché protestavano contro l'apartheid; l'unica cosa che chiedevano era quella di poter frequentare le stesse scuole dei bambini bianchi.
Con questo carissimi vi saluto, buone vacanze e a presto!
Alessia
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